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Educare alle pari opportunità

di Rita Cioffi

Gli stereotipi condizionano il nostro modo di agire e la società stessa. L’uso degli stereotipi di genere conduce ad una percezione rigida e distorta della realtà, che si basa su ciò che noi intendiamo per “femminile” e “maschile” e su ciò che ci aspettiamo dalle donne e dagli uomini.Ci serviamo di immagini generalizzate che riducono la complessità del nostro pensiero, del nostro agire e dell’ambiente e nel contempo annullano le differenze individuali all’interno dei singoli gruppi.                                                                                             L’educazione può avere un ruolo fondamentale e la scuola fa la differenza. Ancora oggi gli stereotipi condizionano  i ragazzi e le ragazze nel proprio percorso di studi, nel caso delle ragazze significa chiudersi a determinate possibilità professionali, ma anche nel caso dei ragazzi significa precludersi  a percorsi alternativi che non siano tecnico-scientifici, ancora prima di provare ad accedervi.                                                                                                                                                                                                                                                   ”Abbassa lo stereo(tipo)" è un invito a rinunciare agli stereotipi ed incominciare a guardare uomini e donne con occhi diversi, suggerendo che uomini e donne possono imparare a confrontarsi al di là di schemi prefissati e ad ascoltarsi meglio. E', pertanto, un problema di educazione. Sono le agenzie formative (ad esempio la famiglia e la scuola)  che, per prime, dovrebbero educare i bambini e le bambine, con lo scopo di evitare che la disuguaglianza di genere si trasformi, negli anni, in disuguaglianza sociale, nel lavoro e nella vita. Educare alla presa di coscienza e alla lotta contro stereotipi significa stimolare negli studenti e nelle studentesse lo spirito critico, stimolare  a riconoscersi in valori positivi, incentivando la decostruzione di stereotipi e dei pregiudizi, attraverso attività stimolanti e significativi da realizzare in classe e con interscambi con il territorio.

Perché un progetto di ricerca-azione sull’abbattimento degli stereotipi di genere nella scuola?
Nell’ambiente scolastico le differenze di genere emergono quotidianamente in ogni situazione pratica: dalla gestione dei giochi alla suddivisione dei compiti, dalle richieste di comportamento alla realizzazione della programmazione disciplinare. Educare alle pari opportunità significa contribuire a modificare atteggiamenti e mentalità, a superare gli stereotipi attraverso l'elaborazione di strumenti educativi e "azioni positive", costituisce lo stimolo per far pensare i bambini e le bambine  sulle differenze di genere e permettere loro di focalizzarne l’esistenza, offrendo strumenti per l’utilizzo delle differenze stesse, intese come risorsa e come ricchezza piuttosto che come barriera e come chiusura all’altro da sé.
La relazione interpersonale che si stabilisce nell’ambiente scolastico grazie alla mediazione formativa dei docenti è, secondo me, la via privilegiata per far crescere le nuove generazioni in una cultura paritaria: è nella quotidianità scolastica che si praticano concretamente le pari opportunità con l’integrazione delle diverse abilità, con i progetti di intercultura, con le molteplici attività di riduzione del disagio socialeCome campo di esplorazione, di attività didattica, di elaborazione creativa viene suggerita la riflessione sui modelli di comportamento, partendo dal vissuto quotidiano.
Si propone una sintesi delle buone pratiche di relazione e di convivenza civile e, contemporaneamente, si mettono in discussione i più diffusi luoghi comuni della discriminazione, come spunto  per sollecitare una visione più critica e oggettiva.
La costruzione della propria identità personale passa attraverso processi di identificazione di genere e porta i bambini e le bambine, in modo naturale, ad autodefinirsi, a riconoscersi nelle categorie dei maschi e delle femmine e ad apprenderne precocemente i comportamenti.
Precocemente avviene l’acquisizione di identità di ruolo con la conseguente acquisizione di schemi di comportamento, di valori e di modelli sociali.
Osservare, riflettere sulle differenze fra maschile e femminile “giocando con gli stereotipi” darà luogo ad esperienze di confronto. Le differenze di genere sono tramite di relazione e di reciprocità.
 
Quale metodologia?
Viene privilegiato un approccio prevalentemente operativo e cooperativo che motivi gli alunni, stimolando la riflessione e l'analisi in modo da consentire la maggiore creatività possibile e affinché tutti, al di là delle singole capacità, possano partecipare attivamente ai lavori della classe, utilizzando tutte le tecniche:  dalla simulazione al problem solving, dallo studio individuale al brainstorming. Si ha cura, a tale proposito, di attuare una metodologia progressiva che vada dal semplice al complesso: dalla raccolta dei dati esperenziali,  alla conoscenza degli stessi, dalla comprensione alla comparazione delle tematiche nel loro complesso, dall'elaborazione dei dati alla rielaborazione critica, fino alla sintesi di conoscenze e alle  competenze comunicative non solo scritte ma anche verbali. 
Vengono favorite, in generale, tutte le attività che facilitano:
  • l’ esplicitazione delle emozioni,
  • la condivisione di compiti,
  • la cooperazione al posto della competizione,
  • la scoperta di nuovi punti di vista e di nuovi modi di interagire.
Nella scuola si ha a che fare con bambini e bambine, studenti e studentesse che compiono  passaggi evolutivi difficile e molto significativi, caratterizzati da forti cambiamenti e da modi di reagire alle esperienze di vita molto diversi. L’educazione alle differenze deve essere strutturata secondo le competenze cognitive e relazionali dello specifico gruppo classe, attraverso l’utilizzo di metodologie attive che coinvolgano tutti  in un compito condiviso. I giochi di cooperazione, le situazioni reali simulate, il lavoro di gruppo, il “mettersi nei panni..”,  far finta di..”, favoriscono un buon clima di classe, stimolano la fiducia, la comunicazione e la socializzazione. Sono tutte strategie che permettono quindi di contrastare pregiudizi, anche non dichiarati, e modelli sociali negativi. Uno stimolo in più è dato dall’utilizzo di modalità di comunicazione plurimediali (disegno,  fotografie………) che valorizzano i contributi e le abilità di ogni studente.
Ogni attività, se condotta con le modalità evidenziate prime, permette di accompagnare gli studenti a nuovi vissuti di “rispetto delle differenze”.
Alla classe verrà fatto notare che dichiarare di essere a favore della parità non basta, occorre praticarla ogni giorno, rispettando la diversità altrui.
È importante che gli alunni riflettano sul fatto che un valore è tale quando si traduce in azioni, piccole o grandi che siano e che la diversità di ognuno é una risorsa, uno strumento di scambio e di crescita e non un ostacolo. E’ importante far loro capire che identità e diversità sono concetti complementari ed ognuno può interpretare ruoli diversi, arricchendosi di volta in volta di nuove consapevolezze. In questa esperienza l’interazione diventa un terreno fertile, solo così si può raggiungere la convivenza democratica e pacifica, arricchita da quel dibattito di idee che rende vitale la democrazia, costruttivo il confronto e creativa la società. È nella scuola che nasce la curiosità e l’interesse per l’altro, unica arma capace di combattere l’intolleranza, senza annullare le differenze e soprattutto senza appiattirle con l’indifferenza.
 
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