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Insegnanti ... brava gente!

Insegnanti ... brava gente!
di Patrizia Appari


Forse una cosa buona la Finanziaria 2007 l’ha prodotta: si è ricominciato a parlare di scuola in termini che non hanno coinvolto solo gli addetti ai lavori ma in qualche modo anche l’opinione pubblica da anni inconsapevole, distratta, negligente nel potere e dovere entrare nel merito di un discorso che ormai non può più essere sottaciuto.
Le centinaia di articoli prodotti da giornali cartacei e digitali disegnano una scuola abitata da insegnanti e studenti al collasso.
Insegnanti indifferenti sul piano professionale, affettivo e morale, depressi e demotivati sul piano psicologico, apprensivi su quello economico. Precari quarantenni che vagolano da un istituto all’altro portatori delle conseguenze che il caso e la necessità determinano sulle loro condotte didattiche e umane.
Studenti aggressivi, crudeli, ignoranti, indifferenti a tutto e a ciascuno che emulano imprese vacue e superficiali di eroi di carta pesta o di paladini del nulla.
Gli avvenimenti di questi ultimi mesi hanno prodotto dibattiti televisivi affollati da partecipanti preoccupati, angustiati per il malessere dei docenti, allarmati per gli inquietanti avvenimenti che hanno coinvolto bambini e adolescenti; ospiti illustri, testimoni diretti, colti professori che hanno offerto accurate analisi, osservazioni scrupolose, valutazioni diligenti.
Nessuna proposta concreta.
La Finanziaria è stata approvata e in un batter d’ali questo grande rumore è passato.

Docenti e studenti resteranno con le loro depressioni e le loro indifferenze in una scuola che attende da anni, ormai, di entrare al centro dell’attenzione pubblica e politica non come oggetto di un momento pre o post elettorale ma come un soggetto sul quale investire. E l’investimento dovrà avvenire sugli insegnanti, risorsa più significativa della scuola, attraverso la quale sarà possibile introdurre miglioramenti e cambiamenti. Il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia nei sistemi scolastici dipende, in larga misura, dal garantire che le persone che desiderano lavorare come insegnanti siano competenti, che il loro insegnamento sia d’alta qualità e che l’insegnamento d’alta qualità coinvolga tutti gli studenti.

Gli insegnanti hanno spesso l’impressione che il loro lavoro sia sottovalutato.

Gli stipendi degli insegnanti non sono adeguati alle responsabilità e agli impegni richiesti.

Non sempre gli insegnati si sentono in grado di offrire le conoscenze e le competenze necessarie ai bisogni degli studenti.

Le  connessioni tra la formazione degli insegnanti, il loro sviluppo professionale e i bisogni della scuola sono scarse.

Nelle aree svantaggiate, gli studenti non hanno la qualità di insegnamento di cui necessitano.

E’ alto il tasso di logoramento psicofisico del personale docente.

Gli insegnanti esprimono preoccupazione sugli effetti che l’alto carico di lavoro, lo stress e le condizioni scadenti dell’ambiente di lavoro possono avere sulla soddisfazione professionale e sull’efficacia dell’insegnamento;

Non ci sono mezzi sufficienti per valorizzare e ricompensare il lavoro degli insegnanti.

Queste sono solo alcune delle problematiche emerse nell’indagine OCSE Teachers Matter: Attracting, Developing and Retaining Effective Teachers (Insegnamento: attrarre, sviluppare e trattenere gli insegnanti competenti) condotta tra il 2002 e il 2004 in 25 paesi del mondo, tra i quali l’Italia.

Il rapporto si concludeva con suggerimenti alle nazioni che implicano decisioni politiche:


Obiettivo della politica
Diretto alla professione docente nel suo insieme
Diretto ad un particolare tipo di insegnanti o di scuole
Fare dell’insegnamento una carriera attrattiva
-- Migliorare l’immagine e lo statuto dell’insegnamento
-- Migliorare la competitività degli stipendi degli insegnanti
-- Migliorare le condizioni di assunzione
-- Trarre vantaggio dalla sovraofferta di insegnanti
-- Elargire la disponibilità di insegnanti potenziali
-- Rendere più flessibili i meccanismi di ricompensa
-- Migliorare le condizioni di ingresso di nuovi insegnanti
-- Riequilibrare il rapporto tra numero di studenti per insegnante e stipendio medio degli insegnanti
Sviluppare le conoscenze e le competenze degli insegnanti
-- Sviluppare i profili degli insegnanti
-- Considerare lo sviluppo degli insegnanti nella continuità
-- Rendere la formazione degli insegnanti più flessibile e reattiva
-- Valorizzare i programmi di formazione degli insegnanti
-- Integrare lo sviluppo professionale lungo tutta la carriera
-- Migliorare la selezione nella formazione degli insegnanti
-- Migliorare le esperienze in campo pratico
-- Abilitare nuove insegnanti
-- Rafforzare i programmi di tirocinio
Reclutamento, selezione e assunzione degli insegnanti
-- Usare forme più flessibili di assunzione
-- Dare alle scuole maggiori responsabilità nella gestione del personale docente
-- Soddisfare i bisogni di personale a breve termine
-- Migliorare i flussi di informazione e il monitoraggio del mercato dell’insegnamento
-- Elargire i criteri di selezione degli insegnanti
-- Rendere obbligatorio un periodo di prova
-- Incoraggiare una maggiore mobilità degli insegnanti
Trattenere gli insegnanti efficaci nella scuole
-- Valutare e ricompensare gli insegnanti competenti
-- Offrire maggiori opportunità per variare e diversificare la carriera
-- Migliorare la leadership e l’atmosfera scolastica
-- Migliorare le condizioni di lavoro
-- Reagire nei confronti degli insegnanti inefficaci
-- Offrire maggiore sostegno agli insegnanti principianti
-- Offrire condizioni e orari di lavoro più flessibili
Elaborare e attuare politiche educative
-- Coinvolgere gli insegnanti nell’elaborazione e nello sviluppo delle politiche
-- Sviluppare comunità di apprendimento professionale
-- Migliorare le conoscenze di base a sostegno delle politiche educative

TEACHERS MATTER: ATTRACTING, DEVELOPING AND RETAINING EFFECTIVE TEACHERS
– ISBN-92-64-018026
© OECD 2005

Il rapporto dell’OCSE si chiude con conclusioni alquanto nette: agire subito (2004) o perdere il treno dell’istruzione e della formazione e accettare un crollo progressivo (meltdown scenario) del ruolo e del valore degli insegnanti.
Dalla lettura delle indicazioni OCSE si evince che l’avvio del cambiamento non può essere chiesto agli insegnanti, i quali, nello svolgimento quotidiano del loro lavoro necessitano di riforme strutturali per potersi adeguare alle pressanti richieste della “società della conoscenza”.
E gli insegnanti aspettano invano un cambiamento.
Nel 2000 veniva varata la legge 30 sul riordino dei cicli scolastici, la quale, veniva abrogata nel 2003 con la legge 53 sulla definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale.
La nota del 31 agosto 2006 proroga di 18 mesi “l’eventuale” modifica di una serie di decreti legislativi e di provvedimenti annunciati che interessano la riforma del sistema educativo nel suo complesso.
I docenti italiani da sei anni fanno e disfano una tela senza fine.
Al contrario di Penelope, però, che per non addivenire a nuove nozze inventò tale consapevole stratagemma, gli insegnanti, impegnati nel non facile servizio quotidiano fanno, indugiano, disfano, indugiano nuovamente …. fiduciosi nell’annuncio, prima o poi, di un progetto culturale capace di confrontarsi con gli scenari della globalizzazione, con le dinamiche dello sviluppo locale e con i processi di partecipazione. Un progetto culturale del Paese, un’idea convincente e condivisa che il Paese ha di sé e del suo futuro possibile, sulla base della quale delineare il mandato sociale che deve ispirare il progetto culturale nel Paese, vale a dire la coniugazione professionale di quel mandato, nella scuola e nella società.

Nella oramai lunga attesa il 30% degli insegnanti è sulla strada della pensione avendo superato i 50 anni.

Ma l’altro 70% che farà? Aspetterà la pensione nell’atrocità dell’abbrutimento e della disapprovazione continua e, di frequente ingiustificata, o finalmente accadrà qualche cosa di veramente significativo sul piano culturale e pedagogico e delle riforme del sistema scolastico?

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